Covid19 come il mare

Mio marito si è ammalato… è stato un percorso difficile e doloroso. Ora ne stiamo uscendo. Entrambi amiamo molto il mare, io adoro scrivere, lui ama montare video. E’ nato così questo breve racconto che vuole essere una testimonianza ma anche un messaggio d’amore e di speranza.

Quando sei in acque sicure, il vento è buono e favorevole, la tua barca è la tua casa e nulla può intaccare la tua pace. Poi ad un tratto…

la randa sembra impazzita, si muove in modo irregolare, il cielo si copre di chiazze nere, fa freddo, improvvisamente fa tanto freddo. Il vento è così veloce da farci perdere la lucidità. Proviamo a dirigerci verso il porto più vicino, non ci riusciamo, è tutto estremamente complicato. Mentre cerchi di chiudere il fiocco inciampi, batti forte la testa, hai dolori lancinanti. Cerco di soccorrerti come posso, metto in atto delle manovre che non mi sarei mai sognata di saper fare. Riesco a seguire la rotta ma continuo a sentire i tuoi lamenti di dolore. Ho paura di non farcela ma tengo duro. Tu, tra un atroce dolore e l’altro ti sforzi di regalarmi un sorriso. Una violenta raffica sta per farci cadere in acqua. Passa, la raffica passa, siamo ancora qui e poco per volta passa lo spavento ma improvvisamente ne arriva un’altra e ti allontana ancora più da me. Perdi i sensi. Non posso raggiungerti per non abbandonare il timone. Non c’è nulla di più doloroso del non poter venire a soccorrerti.

La disperazione per qualche attimo è la mia unica compagna, non so quanto potrò resistere da sola, potrei cadere anch’io da un momento all’altro. Ma bisogna farcela anche se ora lo sconforto sembra più forte della speranza. Siamo soli, completamente soli e impotenti di fronte a qualcosa che non sappiamo affrontare. Con un lamento mi chiami, metti il pollice all’insù, come per dire “ci sono amore, va tutto bene”. Mi viene una forza mai provata prima anche se a questo punto non so più quale sia la giusta rotta per metterci al sicuro. Inizio a pregare, a sperare e cresce in me la certezza che ce la faremo. Ad un tratto mi pare di sentire un suono, un canto ipnotico. Inizio a seguirlo , quella sarà la mia rotta.

Il vento sembra iniziare a calmarsi, si intravede un varco tra il nero del cielo. Tu inizi a fare lunghi respiri, mi guardi fisso negli occhi, mi tendi la mano. I nostri cari, gli amici sanno che siamo in navigazione con quelle condizioni avverse, iniziano a chiamarci, li sentiamo con noi anche se siamo soli in mezzo al mare, ci incoraggiano, fanno il tifo per noi. E così, un poco alla volta non abbiamo più freddo, il loro calore è più forte. Ci siamo quasi, vedo il porto, ce la facciamo. Il canto che ci ha guidati fin lì si allontana, mi volto. Vedo solo la sua coda fluttuare. La ringrazio per averci ricondotti al porto. So che da quel momento in poi lei sarà sempre al nostro fianco. Ti rialzi, mi abbracci, finalmente mi baci, mio capitano. Ora siamo salvi.

Il dolore, l’ospedale, la paura, il nemico, la sofferenza, il panico, la solitudine, il disperato bisogno di abbracciarci, la grande forza, la solidarietà di tanti, lo straordinario impegno del personale sanitario, le persone che ci sono state accanto virtualmente, le coccole di Mia, la costante presenza di Sere, costretta a stare lontana da noi, dalla sua casa, ma che nonostante tutto in ogni gesto, pensiero, messaggio, telefonata è stata con noi, senza mai farci pesare la sua situazione di “esiliata”, i nostri cari, preoccupatissimi,la determinazione e il prezioso e fondamentale aiuto di Silvia che ora e per sempre sarà la nostra sirena. Tutto questo ci ha reso certamente migliori. Abbiamo superato questa maledetta tempesta e ora siamo più forti e più uniti che mai. 

Un’ immensa lezione di vita, questa. I valori e le priorità col passare degli anni si trasformano, di continuo. Mai come adesso questo sta accadendo. Tutti in un modo o nell’altro ne usciremo cambiati, speriamo in meglio. Abbiamo dovuto stravolgere il nostro modo di amare; non abbracciare e baciare I tuoi cari, non far visita alle persone che ami … tutti quei gesti che prima erano espressione d’ amore ora diventando tali nel momento in cui li neghi li neghi. Abbiamo avuto conferma del grande valore dei rapporti umani, ciascuno a modo proprio ci ha manifesto presenza e affetto. Abbiamo imparato a comprendere chi davvero fa parte della nostra vita e con chi vale realmente la pena di condividerla. Mai come ora abbiamo una grande voglia di vita.  Eccolo qui, sarà l’ultimo capitolo del mio secondo libro “Come il mare” … non avevo previsto questo finale quando avevo iniziato a scriverlo … mai avrei immaginato una pandemia. 

  • : Torino

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