Eravamo felici e non lo sapevamo

Ogni sera prima di andare a dormire esco in giardino per fumare l’ultima sigaretta della giornata. E lì, nel silenzio assordante della notte ma che ormai è presente anche in pieno giorno, piango pensando a tutto quello che ci sta accedendo. Penso alle nostre vite stravolte all’improvviso e mi rendo conto di quanto fragili e impotenti siamo. Il caffè al bar, l’aperitivo con gli amici, la passeggiata al mare, le serate in pizzeria o in discoteca mi sembrano ricordi lontani. Questo maledetto virus ci impedisce di baciare, abbracciare, fare l’amore, di stare vicino alle persone a cui vogliamo bene. Ci ha strappato ogni contatto umano. Penso a tutto questo e il dolore e la paura mi assalgono. Ma poi penso anche a quando tutto questo finirà. A quando torneremo ad abbracciare i nostri nonni e i nostri amici a quando torneremo a fare l’amore che avrà un po’ il sapore della prima volta, a quando torneremo a guardare il mare o a cantare a squarciagola ad un concerto in una sera estiva. Da tutto quello che ci sta accadendo ho imparato una lezione: la vita è estremamente imprevedibile. Sfruttiamo ogni singolo giorno, cerchiamo di rendere ogni giorno migliore di quello precedente, sbraniamola questa vita. Tutto questo ci cambierà, lo sta già facendo. Usciremo tutti diversi da questo tunnel di cui ancora non riesco a vederne l’uscita.

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